Si sente sempre più spesso parlare di alimenti naturali e di alimenti biologici, complice la tendenza a cercare di condurre una vita il più possibile sana cominciando proprio dall’alimentazione. Ma cosa si intende esattamente con questi termini, che spesso sono usati in maniera non del tutto corretta sulle confezioni dei cibi che acquistiamo? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza!
Alimenti naturali e biologici, cosa si intende
Sono in pratica la stessa cosa: con cibo naturale o biologico si intende un alimento, sia di origine vegetale che animale, ottenuto limitando al massimo l’uso di sostanze ritenute pericolose, come coloranti, ingredienti sintetici, OGM, diserbanti, antiparassitari e così via. Il metodo biologico non esclude però del tutto gli additivi dell’industria alimentare convenzionale, ma ne sono consentiti solo una cinquantina dei 360 esistenti.
In tutta l’Europa, tuttavia, non si parla più di agricoltura biologica ma di agricoltura organica, che viene codificata dal regolamento (CE) N. 843/2007, a partire dal campo fino ad arrivare sul banco del supermercato.
Agricoltura biologica, i principi chiave
“L’agricoltura biologica comprende tutti i sistemi agricoli che promuovono la produzione di alimenti in modo socialmente ed economicamente sano; dal punto di vista ambientale essa riduce drasticamente l’impiego di fertilizzanti, pesticidi e medicinali chimici di sintesi. Al contrario, utilizza la forza delle leggi naturali per aumentare le rese e la resistenza alle malattie”.
Questa è la definizione di agricoltura biologica data dalla IFOAM (Federazione internazionale Movimento di Agricoltura Organica). I principi chiave che contraddistinguono questo tipo di coltivazione sono:
- il rispetto della terra: l’agricoltura biologica sfrutta la naturale fertilità del terreno, sfruttandone le sostanze in maniera razionale e non intensiva grazie alla rotazione delle colture, senza ricorrere a sostanze sintetiche o chimiche che accelerino i naturali tempi di crescita di frutta e verdura;
- l’esclusione di sostanze chimiche, o perlomeno la loro limitazione: al posto di fertilizzanti, diserbanti, insetticidi e altri prodotti di tipo sintetico o chimico vengono utilizzati dei predatori naturali antagonisti dei parassiti e alcune sostanze naturali in grado di proteggere il terreno. Il concime viene fornito da animali alimentati in maniera naturale, con foraggio biologico ed erba e senza l’ausilio di antibiotici e ormoni sintetici;
- l’attenzione alle contaminazioni: i campi destinati all’agricoltura di tipo biologico devono essere lontani sia da fonti di inquinamento sia da campi dove viene praticata l’agricoltura convenzionale. Dovrebbero inoltre essere delimitati da siepi e alberi per limitare ulteriormente il rischio di contaminazioni esterne.
Allevamento biologico, in cosa consiste
Esiste anche l’allevamento biologico, anch’esso codificato dallo stesso regolamento comunitario. Il benessere di questi animali viene garantito assicurando loro le condizioni di vita più adatte ad ogni specie, con abbastanza spazio a disposizione per potersi muovere liberamente; è facile capire quindi che il numero di capi allevato da ogni azienda è limitato e dipende dal terreno a disposizione. Una particolare attenzione viene data alla loro alimentazione, che ha l’obiettivo di ottenere prodotti di alta qualità e non quello di aumentarne la quantità: si prediligono quindi mangimi da agricoltura biologica oppure prodotti vegetali bio, possibilmente coltivati nella stessa azienda o nelle vicinanze.
Gli animali che hanno bisogno di cure mediche vengono in genere curati con prodotti fitoterapici e omeopatici ed è vietato l’uso di ormoni per scopi che non siano quelli di un trattamento veterinario destinato a singoli animali e in alcuni casi particolari.
Che cos’è l’agricoltura biodinamica
L’agricoltura biodinamica è un altro metodo di coltivazione che segue i principi dell’agricoltura biologica, spingendosi anche un po’ oltre: l’obiettivo, oltre che quello di avere prodotti sani e naturali, è quello di risanare la Terra e di arricchire il terreno dei campi in modo che non vengano depauperati delle loro sostanze benefiche.