Quando si considera una sana e corretta alimentazione non va sottovalutato un aspetto fondamentale, vale a dire come associare tra di loro cibi diversi. Uno dei primi e più importanti studi svolti in questa direzione è la cosiddetta “teoria delle associazioni alimentari”, la quale prende spunto dal lavoro del dottore e saggista statunitense Herbert Shelton, vissuto tra il 1895 e il 1985. Un altro contributo notevole, in questo caso più attuale, in materia è fornito dal Dottor Wayne Pickering, tutt’ora vivente.
L’intero processo digestivo avviene in fasi diverse, a cominciare dall’azione che alcuni enzimi svolgono già nella bocca quando i cibi vengono triturati. Il risultato di questa prima azione, il “bolo alimentare”, viene ulteriormente scisso nello stomaco e poi nell’intestino, sempre grazie ai diversi enzimi presenti nel nostro organismo e deputati ad agire nei confronti di sostanze specifiche. Ciascun alimento viene quindi “attaccato” in maniera diversa da enzimi diversi, per cui occorre prestare attenzione a come combinare i cibi in modo da favorire una corretta assimilazione di tutti i nutrienti.

LE COMBINAZIONI NON CORRETTE SECONDO SHELTON
Combinare correttamente gli alimenti significa dunque cercare di associare quelli che richiedono condizioni digestive simili, in modo da semplificare quanto più possibile il lavoro degli enzimi. Dalle proposte in materia del Dottor Shelton, possono essere ricavati sei principi basilari:
- evitare di associare amidi o proteine con acidi quali ad esempio frutta e aceto;
- evitare di associare amidi e proteine;
- evitare di consumare due alimenti proteici nello stesso pasto;
- evitare di associare grassi e proteine;
- evitare di associare amidi e zuccheri;
- cercare di consumare un solo amido concentrato a pasto;
Assumendo ad esempio cibi leguminosi sarebbe opportuno associarvi verdure e ortaggi non amidacei (cioè a basso contenuto di amido, tra cui cetrioli, cicoria, cipolle, erba cipollina, lattuga, melanzane, ect..), piuttosto che alimenti proteici e frutta, mentre se si consumano ortaggi e verdure andrebbe esclusa la frutta non oleosa e preferita quella oleosa (o frutta secca a guscio, come ).
L’IMPORTANZA DI UNA CORRETTA ASSOCIAZIONE ALIMENTARE
Secondo gli studi di Pickering, sono proprio le associazioni alimentari sbagliate a causare alcuni dei più comuni fastidi legati alla digestione del cibo, come ad esempio presenza di gas, flatulenza, bruciore e mal di stomaco, reflussi acidi, fino ad arrivare a condizioni estreme come la malnutrizione. Da qui deriva che il principale alleato per conseguire uno stato di benessere è proprio il cibo. Come accennato all’inizio del presente articolo, se il cibo non viene correttamente digerito, il corpo umano può essere privato di alcuni nutrienti fondamentali. A tal proposito Pickering individua tre regole fondamentali:
- non associare proteine ed amidi nello stesso pasto;
- non associare frutta e verdura nello stesso pasto;
- consumare melone senza associarlo ad altri alimenti;

Considerando quanto detto fin’ora, possiamo elencare le principali associazioni che andrebbero evitate:
- cibi amidacei e cibi proteici;
- cibi amidacei e sostane acide come ad esempio aceto, limone, pomodoro, bevande acide;
- cibi proteici e sostanze acide;
- cibi proteici e grassi;
- frutta ed altri alimenti;
- cibi proteici differenti tra loro;
LE PRINCIPALI CRITICHE ALLA TEORIA DELLE ASSOCIAZIONI ALIMENTARI
Due sono le principali critiche mosse, a cui è possibile contrapporre condizioni evidenti:
- l’organismo ha bisogno di diversi principi nutritivi e le associazioni corrette, secondo la suddetta Teoria, sono in tal senso “povere” > è sufficiente variare l’assunzione dei diversi cibi nell’arco dei pasti consumati durante la giornata;
- i cibi sono spesso costituiti “in natura” da combinazioni di principi nutritivi più o meno complessi, per cui non avrebbe senso che l’uomo le eviti nel momento della scelta di cosa consumare > nei cibi sono si presenti diverse combinazioni, ma queste non sono mescolate a caso e lo testimoniano gli stessi processi digestivi.