Il fico è un frutto zuccherino e nutriente noto fin dall’antichità come si rileva dagli scritti ebraici ed egiziani. Citato da Omero e Platone, il fico era consigliato da Ippocrate per curare le febbri acute: quando il malato aveva fame e sete, trovava nel fico fresco un alimento che lo aiutava a lottare contro il malessere ed il suo stato denutrito. Galeno raccomandava il fico agli atleti greci dei giochi olimpici.
Varietà e proprietà nutrizionali del fico
Già al tempo di Plinio si contavano ben 29 specie di fichi; oggi si apprezzano il fico selvatico ed il fico coltivato, alcune varietà di questi fichi vengono utilizzate per essere disidratate, essiccate e conservate (dopo essere state preparate con una soluzione di anidride solforosa) per poter essere commercializzate soprattutto nella stagione invernale. Per quanto concerne la composizione in grammi e per 100 grammi di prodotto è la seguente:
Fico fresco | Fico secco | |
acqua | 80 | 18.30 |
protidi | 1.50 | 5.00 |
lipidi | 0.50 | 2.50 |
glicidi | 18 | 60 |
Le vitamine presenti nel fico fresco sono la vitamina C, B1, A, nel fico secco solo la vitamina B1; a questi principi bisogna aggiungere l’1% di acidi per i fichi secchi. Il lattice (liquido bianco) che le cellule del fico fresco secernono è un’amilasi che agisce nella trasformazione degli amidi in zucchero ed una proteasi che esercita sul latte bollito un’azione analoga al caglio. Infatti un tempo il lattice del fico, come tramandato da Omero, era utilizzato per preparare il formaggio.
Il fico è un frutto da consigliare sia in estate ma soprattutto nella stagione autunnale, lo zucchero che contiene il fico è parificabile e vanta le stesse qualità dello zucchero naturale. Il tasso molto esiguo di acidità (nel fico fresco) rende il frutto ben tollerato anche dai soggetti con tendenza all’acidosi. Per il lattante si può utilizzare il succo di fico o la polpa finemente tritata. I primi fichi provocano talvolta afte o irritazioni boccali che scompaiono se si usa l’accortezza di togliere la buccia. Raramente il fico è causa di disturbi intestinali (coliche, diarree) salvo che l’ingestione sia esagerata. In inverno i fichi secchi sono raccomandati quando scarseggia il frutto fresco e data la scarsità di acqua è indicato in dosi minori ed è bene lasciarlo stemperare in acqua durante la notte. Grazie allo zucchero in esso contenuto, questo frutto possiede un alto valore nutritivo: 100 grammi di fichi freschi apportano 80 calorie e 100 grammi di fichi secchi apportano 250 calorie.
Il fico con il suo zucchero naturale permette un apporto equilibrato in ogni dieta: è un alimento tonico, energetico, digeribile, indicato per gli sportivi; al bambino in crescita si possono dare i fichi a merenda in inverno o come dolce al pasto serale. I fichi possono anche sostituire la marmellata; però occorre consumarli con moderazione per evitare fermentazioni intestinali; l’azione lassativa dei fichi freschi è piuttosto blanda, solo i fichi secchi possono agire come leggero lassativo se si preparano e si consumano con prugne cotte. Con il succo di fichi cotti si può fare una sorta di vino resinato o di sciroppo che rende dolci certi preparati, il decotto può servire come tisana, un tempo consigliata come calmante delle infiammazioni della bocca, delle gengive e degli ascessi.
Ricetta della Focaccia di mais senza lievito alla “settembrina”
Un vero e proprio trionfo di gusto questo piatto unico che unisce il gusto del dolce naturale del fico fresco con il gusto salato del prosciutto crudo toscano dal sapore deciso ed intenso. Vediamo la ricetta della Focaccia di mais alla “settembrina”.
Ingredienti: farina di mais, acqua, sale, fichi tipo “verdino”, prosciutto crudo toscano, olio extravergine d’oliva.
Procedimento: per preparare la focaccia di mais senza lievito cominciate dall’impasto. In una ciotola versate la farina di mais insieme al sale, unite anche l’acqua a temperatura ambiente versandola a filo mentre continuate ad impastare. Procedete fin quando non noterete che l’impasto è diventato elastico e liscio, fate riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente. Decorso il tempo spianate l’impasto con l’ausilio di un mattarello in modo tale da ottenere una sfoglia sottilissima, stendete in una teglia leggermente oliata con olio extra vergine d’oliva la sfoglia sottilissima di mais e mettete a cuocere in forno a temperatura di 200° C per circa 20-25 minuti fino a quando non è dorata. Sfornate la vostra focaccia di mais senza lievito e lasciatela evaporare e raffreddare a temperatura ambiente; cominciate a sbucciare i fichi tipo “verdino” ed affettate il prosciutto crudo toscano a fette sottili. Cominciate a farcire la focaccia di mais senza lievito con la polpa dolce e rossa dei fichi e con le fettine di prosciutto crudo toscano ed ecco pronta e servita la vostra focaccia alla “settembrina”.