Il pH, o “potenziale idrogeno”, dà misura dell’acidità/alcalinità presente nel nostro organismo e ne indica lo stato di benessere. Il suo valore è misurato su di una scala che va da un minimo di 0 ad un massimo di 14, con questa graduazione:
– da 0 a 6 acidità;
– da 8 a 14 alcalinità;
Il livello di pH del corpo umano (nel sangue) è compreso tra 7.35 e 7.45: poco sopra 7.45 o poco sotto 7.35 si manifestano fenomeni patologici, mentre sopra 7.80 e sotto 7.10 si può arrivare al come e alla morte. Da questi dati si deduce quindi l’importanza di mantenere un livello del pH equilibrato, per non incorrere in problematiche che possono essere più o meno gravi. Anche se stress e malattie possono di per sé condizionare lo stato di acidità, aumentandolo, l’alimentazione risulta comunque un veicolo fondamentale per mantenere uno stato alcalino.

ALIMENTI ALCALINIZZANTI E ALIMENTI ACIDIFICANTI
Tra i principali alimenti in grado di favorire l’alcalinizzazione del sangue troviamo:
– frutta fresca matura;
– frutta secca dolce;
– mandorle;
– sesamo;
– ortaggi e verdure;
– legumi freschi e secchi;
Tra gli alimenti che possono essere considerati “neutri” vi sono:
– olii vegetali non idrogenati;
– miele grezzo;
– zucchero di canna scuro;
Tra i principali alimenti considerati invece acidificanti troviamo:
– carne di qualsiasi tipo (anche pesce);
– olii idrogenati;
– grassi animali;
– uova;
– formaggi;
– cereali (specialmente se raffinati);
– zucchero bianco;
– alimenti conservati con additivi chimici (trattati, decolorati, raffinati);
– bibite gassate;
– caffè;
– dolcificanti artificiali;
– alcool;

ECCESSIVA ACIDIFICAZIONE
Un’eccessiva acidificazione del sangue e quindi del nostro organismo può provocare disturbi di varia natura, come ad esempio stanchezza, infiammazioni dei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi. Non va poi dimenticato come le cellule riversino i propri “rifiuti” nei fluidi che le circondano: quest’ultimi sono infatti acidi e per essere correttamente eliminati e non accumularsi necessitano di un ambiente alcalino. Come è possibile capire se il nostro corpo si trova in uno stato di acidosi, senza ricorrere ad analisi del sangue? Si possono avvertire:
– disturbi digestivi quali bruciori di stomaco, iperacidità, dispepsia, gastrite, sonnolenza;
– distubi cutanei quali seborrea, iperidrosi, eczemi, micosi frequenti, mucose arrossate, unghia e capelli fragili;
– disturbi nervosi quali irritabilità palpitazioni, ansia, cefalee ed emicranie, aggressività, risvegli notturni frequenti;
– disturbi osteoarticolari quali artrosi, osteoporosi, mialgie, crampi;
– disturbi dell’apparato endocrino quali ipertiroidismo, diabete, irregolarità mestruali, sterilità, candidosi, ipercolesterolemia, gotta, iperuricemia;
– disturbi di altra natura quali deficit immunitario, carie, alitosi, parodontosi, varici, stipsi, freddolosità, infiammazioni oculari, istubi genitali;
COME RIDURLA
Innanzitutto risulta importantissimo assumere una quantità giornaliera di acqua (non gassata e a basso residuo fisso) elevata, la quale può corrispondere grossomodo a 2 litri (tale valore può cambiare a seconda di numerosi fattori quali ad esempio età, attività fisica svolta, etc..). Due buone regole sono poi:
– diminuire progressivamente il carico di zuccheri dalla mattina alla sera;
– favorire il processo digestivo ponendo attenzione alle combinazioni alimentari;
Volendo qui elencare alcuni dei più importanti consigli in materia, possiamo così riassumerli:
– eliminare le bevande gassate e ridurre l’assunzione di quelle particolarmente fredde, oltre ad evitare di bere troppa acqua durante i pasti;
– sostituire lo zucchero bianco con zucchero di canna o fruttosio o miele;
– ridurre dolci e dolciumi evitandoli sopratutto a conclusione dei pasti serali;
– alternare latte e formaggi vaccini con quelli di altro tipo (ad esempio capra);
– evitare di bere succhi di frutta concentrati;
– evitare dadi e surrogati per brodo;
– alternare le carni rosse e il maiale con le carni bianche;
– consumare la frutta soprattutto lontano dai pasti e preferibilmente di stagione;
– evitare di combinare le patate con carne, pesce o formaggio;
– non associare caffè e latte;
– non associare prosciutto e melone.