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Astragalo: proprietà benefiche e usi

L’Astragalo è una  delle  piante  della famiglia delle Fabaceae  e possiede numerose proprietà curative. Impiegato contro il raffreddore e l’influenza risulta essere un ottimo antinfiammatorio.  Inoltre com’è noto, viene utilizzato nel mondo della medicina cinese, da migliaia di anni, proprio  grazie alle sue proprietà tonificanti e stimolanti del sistema immunitario.

Astragalus hypoglottis

 

La Pianta

La pianta conosciuta con il nome di Astragalus membranaceus è originaria della Cina ma la si può trovare anche in altre aree asiatiche quali: Corea, Mongolia e Siberia.  Comunque questa pianta ormai risulta essere reperibile anche in altre aree geografiche del mondo, dove viene solitamente coltivata in serre o in vivai. La pianta si presenta di un verde intenso, sfoggia le sue tipiche foglie frastagliate e presenta una fioritura di colore violaceo; può raggiungere un’ altezza variabile: dai 25-40 centimetri ai 150 centimetri. Ricordiamo che per gli scopi benefici e curativi,  della pianta Astragalus membranaceus,  si utilizzano solamente le radici, dal tipico colore bruno.

 

Le sue proprietà ed usi

 Le proprietà riconosciute all’astragalo sono le seguenti:

  • antinfiammatorio: usato principalmente nella cura di raffreddori, influenze e affezioni alle vie respiratorie.
  •  immunostimolante: protegge il nostro organismo rendendolo meno vulnerabile, è di supporto e di aiuto per i pazienti affetti da neoplasie  e nei pazienti immunosoppressi, grazie alle specifiche peculiarità antiretrovirali nonché antineoplastiche, specificate nel rafforzamento dell’azione dei linfociti T.
  • epatoprotettore: indicato per le patologie del fegato, svolge una blanda ma comunque efficace, funzione epatoprotettrice.
  • Anti-stress: indicato per ridurre lo stress e ridare alla tonicità e proattività al nostro fisico.

Le controindicazioni

Esistono però delle controindicazioni se l’assunzione avviene  sotto forma di capsule o comprese, spesso in formulazione d’integratore, associata a piante come il ginseg e la liquirizia. Tra le controindicazioni più comuni troviamo: un lieve abbassamento della pressione, un leggero senso di vertigini e in ultimo può provocare stati di stanchezza. L’assunzione è principalmente sconsigliata durante il periodo di maternità e di allattamento del bimbo. Da evitare in associazione ad altri farmaci immunostimolanti o antivirali.

In ogni caso non esistono dei veri propri studi specifici che ne testimoniano in modo effettivo le varie controindicazioni. Essendo molto usato soprattutto dai tempi antichi sia nel campo della Medicina delle Erbe Officinali; sia per quanto concerne il campo della Medicina Tradizionale Cinese, viene considerato un ottimo toccasana ed è quindi consigliato per pazienti affetti da determinate patologie.

Curiosità

La pianta dell’Astragalo, possiede lo stesso nome di un osso del piede umano, l’astragalo chiamato anche “talo” che è un osso breve del piede situato nel tarso che si articola superiormente con la tibia e il perone, inferiormente col calcagno e anteriormente con il navicolare. Tale somiglianza con la pianta, la si riscontra  probabilmente per la forma dei suoi fiori, che somigliano a calcagni. Tra le altre curiosità, l’Astragalo vanta particolari virtù benefiche in particolar modo in pazienti che hanno subito un forte ciclo di medicinali per favorirne il recupero e per facilitarne il benessere psico-fisico, dopo che il paziente che è stato sottoposto a cure troppo invasive.

Somministrazione

L’astragalo viene somministrato in gocce o assunto tramite estratto secco.  In caso di febbre, influenza e raffreddore per curare gli stati infettivi si consiglia: in gocce di usare un dosaggio che varia dalle 30-40 gocce per 2 volte al giorno lontano dai pasti, come estratto secco si consiglia di somministrarlo 2 volte al giorno lontano dai pasti. Se usato per un’azione, immunostimolante si adotta un dosaggio di Astragalo che varia dalle  20-30 gocce di Tintura madre una volta al giorno, mentre l’estratto secco va dai 400-500 mg una volta al giorno.   Si può assumere anche sottoforma di tisana, usandone 20 grammi in una tazza d’acqua, in decozione (attraverso la bollitura preparandone un decotto).

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