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La sindrome metabolica: sintomi, cause e consigli sulla dieta

Uno degli argomenti principali che precede l’estate e che raccoglie più amiche attorno allo stesso tavolo riguarda la perdita rapida dei propri chili per vincere la prova costume. In vista dell’estate, infatti, uomini e donne si iscrivono in palestra ed eliminano schifezze dalla propria alimentazione per ottenere il risultato desiderato ma in questo modo non tutti raggiungono ciò che richiesto perché ogni corpo reagisce diversamente. Insomma, è una questione di metabolismo.
Mangiare di meno e fare più attività fisica è certamente la migliore strada da intraprendere per perdere chili, ma quando il motore sembra arrestarsi, il metabolismo può avere bisogno di una spinta sull’acceleratore. Cosa fare? Iniziamo da principio.

perdere peso

La sindrome metabolica

Prima di proseguire fornendo una giusta dieta e la lista dei cibi che accelererebbero il vostro metabolismo, è utile approfondire il concetto di sindrome metabolica (o sindrome X), condizione che si verifica tra alcuni disturbi metabolici e malattie cardiovascolari. Nota a partire dal 1940, oggi la sindrome metabolica è piuttosto comune e si trova principalmente nel 20 o 30% della popolazione di quei paesi del mondo industrializzati. E’ necessario capirne i tratti che la costituiscono perché in molti casi essa rappresenta l’anticamera del diabete o di malattie cardiache; è associata ad accumulo di grasso nel fegato, con conseguente infiammazione e la potenziale cirrosi. Inoltre, anche i reni possono essere colpiti nel caso in cui si verifica una perdita di proteine nelle urine.

Sovrappeso

Le caratteristiche principali della sindrome metabolica sono l’insulino-resistenza, pressione alta, sbalzi del colesterolo e un alto rischio di coagulazione. I pazienti sono più spesso in sovrappeso o obesi. L’insulino-resistenza dipende dalla diminuita capacità delle cellule di rispondere all’azione dell’insulina nel promuovere il trasporto del glucosio, zucchero, dal sangue nei muscoli e altri tessuti.

Sintomi e cause della sindrome metabolica

Obesità addominale: una circonferenza addominale oltre 102 cm , negli uomini e superiore a 88 cm nelle donne.

Trigliceridi 150 mg / dl o superiore.

HDL colesterolo 40mg/dl o inferiore negli uomini e 50mg/dl o inferiore nelle donne.

La pressione arteriosa maggiore o uguale 130/85 .

Glicemia a digiuno di 110 mg / dl o superiore. (Secondo alcuni: 100mg/dl)

I fattori possono essere di carattere puramente genetico e pertanto ereditario e familiare, oppure possono riguardare direttamente cause ambientali come lo stile di vita sedentario e il progressivo aumento di peso. La sindrome metabolica è presente in circa il 5% delle persone con peso corporeo normale, nel 22% delle persone in sovrappeso e nella stragrande maggioranza degli obesi.

Mentre la stessa obesità è il più grande fattore di rischio, altri fattori da considerare sono:

Donne che sono in post-menopausa

Fumo

Dieta troppo ricca di carboidrati

Mancanza di attività (anche senza variazione di peso)

Bere alcol

Come “guarire” dalla sindrome X

Due soluzioni: fare molto esercizio fisico e seguire una dieta efficace e spoglia di carboidrati.

1, 2, 3, palestra

Attività fisica

Vi è un effetto benefico dell’esercizio fisico sulla pressione sanguigna, nei livelli di colesterolo e la sensibilità all’insulina, indipendentemente dal fatto che la perdita di peso sia raggiunta o meno. Pertanto, l’esercizio fisico rappresenta uno strumento necessario al trattamento della sindrome metabolica.

Velocizzare il metabolismo

Uno dei trucchi più efficaci per accelerare il metabolismo è chiaramente una corretta alimentazione che consiste nel personalizzare il regime alimentare scegliendo i giusti cibi. Innanzitutto, il primo criterio da prendere in considerazione sono le proteine. Aumentare lievemente la quantità di proteine all’interno di una dieta equilibrata, aiuterà il vostro corpo a perdere peso con rapidità. Inoltre l’assunzione di proteine atte a soddisfare le esigenze del corpo vi permetterà di velocizzare il metabolismo lento (carne o pesce, uova).

Il secondo step, invece, sarà di trovare il giusto equilibrio tra i diversi tipi di alimenti che compongono la dieta, aumentando, da una parte, la quantità di proteine, ed eliminando, dall’altra, qualche carboidrato in più. Grazie a questa selezione, tutti gli ingranaggi del vostro metabolismo inizieranno a mettersi in funzione. Stando ad alcune ricerche scientifiche i carboidrati favorirebbero un metabolismo lento contribuendo all’aumento di peso.
Equilibrare deve diventare per voi sinonimo di “sacrificio”. Infatti, il terzo passo riguarderà il misurare le porzioni di cibo. Generalemente la quantità di proteine da inserire nel vostro pasto dovrebbe essere della stessa dimensione del palmo della mano, mentre la dimensione del vostro pugno dovrebbe essere l’equivalente dei carboidrati da inserire nel piatto. In questo modo non sovraccaricherete il vostro corpo con porzioni troppo grandi per la vostra taglia.

La dieta metabolica

La dieta metabolica è un’intuizione del dottor Mauro di Pasquale, medico italo-canadese, e garantisce risultati eccezionali in un arco di tempo non molto lungo. “Il filo conduttore della dieta metabolica si può spiegare con un semplice paragone. Il nostro corpo – spiega lo specialista italo-canadese – è una macchina che può funzionare sia a benzina (carboidrati) che a metano (grassi). Tuttavia lo stile di vita attuale porta il nostro organismo a utilizzare principalmente benzina (carboidrati), accumulando metano nel serbatoio (grassi). Se quando facciamo rifornimento (mangiamo) introduciamo poca benzina e molto metano, ci abitueremo a utilizzare in prevalenza metano (i grassi) svuotando progressivamente il serbatoio (dimagrimento)”.
Dunque, per far funzionare al meglio il nostro metabolismo sono necessari i carboidrati, in quantità misurabile e non in eccesso.

Fasi della dieta metabolica

Prima fase. Si tratta generalmente di un periodo di prova che verifica il funzionamento dell’organismo. Chiaramente questo arco di tempo varia da individuo a individuo, anche se non va mai oltre le 4 settimane. Questa fase è caratterizzata da una rigida riduzione dell’apporto glucidico che affaticherà la persona con stanchezza e nausee: 12 giorni di scarico (pochi carboidrati e molti grassi) seguiti da 2 giorni di ricarica (molti carboidrati). Secondo Di Pasquale un simile approccio addestrerebbe l’organismo a bruciare i grassi per soddisfare le proprie richieste energetiche.

Seconda fase. Superato il primo mese di prova l’organismo è ormai un’efficiente macchina brucia grassi e, per mantenere tale caratteristica, occorre far seguire a 5 giorni di scarico altri 2 giorni di ricarica. Nei cinque giorni di scarico verrà mantenuta la ripartizione calorica sperimentata con successo durante la fase di prova. Stesso discorso per la fase di carico.

Principali cibi che velocizzano il metabolismo


Olio di cocco. Questo sostituendo il tradizionale olio da cucina andrà a bruciare i grassi più velocemente.
♥ Spezie: cannella e zenzero, che favoriscono l’assimilazione dello zucchero, aiutando il corpo a metabolizzarlo fino a venti volte più velocemente.
♠ Uova, arricchiescono il corpo di proteine e grassi benefici che contribuiscono a migliorare il metabolismo.
♦ Pesce azzurro, aiuta a bruciare i grassi.
♣ Noci e frutta secca
♥ Semi di sesamo, di lino, di girasole, di zucca, sono un’ottima scelta per accelerare il metabolismo.
♠ Tè, ricco di antiossidanti, aiuta a combattere il grasso accumulato, accelerando il metabolismo.
♦ Legumi, lenticchie, ceci o fagioli sono ottimi cibi che aiutano a dimagrire.

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