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Alopecia androgenetica: le cause della calvizie

L’alopecia sia femminile che maschile può essere considerata una temporanea caduta dei capelli o una perdita di capelli precoce e definitiva: in effetti, esistono vari tipi di alopecia a seconda delle cause che la producono o della forma in cui si manifesta sul cuoio capelluto. L’alopecia androgenetica è la più comune forma di calvizie (caduta dei capelli di carattere ereditario) e si manifesta con un diradamento progressivo dei capelli. Esistono anche altre forme di alopecia come quella areata che si manifesta con aree del cuoio capelluto completamente prive di capelli e circondate da zone coperte da peli; la cute dove si perdono i capelli è liscia e morbida.

Le cause dell’alopecia areata sono molteplici e non ancora spiegate in modo definitivo dalla ricerca scientifica: si ipotizza che derivi da alterazioni nervose, squilibri dei livelli ormonali, infezioni locali, ereditarietà. Mediante interventi sul cuoio capelluto con trattamenti stimolanti di solito, i capelli ricrescono di colore bianco per poi riacquistare gradualmente il colore naturale. Questa forma di alopecia areata è, rispetto a quella androgenetica, una forma di alopecia temporanea e non permanente. In linea generale l’alopecia può presentarsi in qualsiasi parte del corpo in cui vi siano dei peli, ma sul cuoio capelluto è sicuramente più evidente e crea un disagio psicologico maggiore nel soggetto colpito. Nonostante l’alopecia maschile sia più conosciuta e più diffusa, negli ultimi anni l’alopecia femminile è aumentata in modo allarmante non solo fra le donne in età avanzata ed in menopausa ma, anche fra le giovani sotto i 30 anni.

Alopecia androgenetica: le cause

L’alopecia androgenetica è una patologia frequente di calvizie sia per il sesso maschile che per quello femminile, anche se è più frequente nel sesso maschile. Questa forma di calvizie colpisce, secondo recenti studi, circa 35 milioni di uomini nei soli Stati Uniti, può iniziare già dall’età adolescenziale e la probabilità di ammalarsi aumenta con il progredire del’età: più del 50 percento degli uomini over 50 anni è colpito da una qualche forma di calvizie. I capelli cadono, i primi a cadere sono quelli sulle tempie, nel tempo la fronte diventa sempre più ampia e spesso il diradamento prosegue fino a trasformarsi in calvizie parziale o totale.

Nel sesso maschile l’alopecia androgenetica è stata connessa a diverse altre patologie, come ad esempio alla cardiopatia coronarica ed all’ingrossamento della prostata, una ghiandola di dimensioni eguali ad una noce situata sotto la vescica. Anche il tumore della prostata, il diabete, l’obesità, la pressione alta (ipertensione) sono stati tutti collegati a questa tipologia di alopecia.

Per quanto concerne l’alopecia che colpisce il “gentil sesso“, la configurazione della calvizie è differente da quella che colpisce gli uomini: i capelli si diradano su tutto il capo e non si ha alcuna stempiatura anche se, in questo caso, provoca raramente una calvizie totale. Nelle donne l’alopecia androgenetica è connessa molto spesso ad una maggiore probabilità della sindrome dell’ovaio policistico, caratterizzato da uno squilibrio ormonale che può provocare irregolarità mestruali, acne, eccesso di peli (irsutismo) ed aumento incontrollato del peso corporeo, la calvizie è più probabile dopo la menopausa.

Esistono una gran varietà di fattori genetici e ambientali che giocano un ruolo rilevante nella comparsa dell’alopecia androgenetica: gli studi messi a punto dai ricercatori sono volti ad indagare i fattori di rischio che potrebbero cagionare la comparsa di questa malattia, ad oggi non vi è alcuna certezza in merito. Una scoperta interessante è quella che questa forma di calvizie è collegata agli ormoni androgeni, soprattutto a quell’androgeno chiamato diidrotestosterone (DHT). Gli androgeni giocano un ruolo importante per il normale sviluppo maschile prima della nascita e poi, durante la pubertà, hanno anche altre funzioni importanti sia negli uomini sia nelle donne, come la regolazione della crescita dei capelli e della libido sessuale.

I ricercatori ritengono che esistano diversi geni che contribuiscono all’alopecia androgenetica, però nelle persone affette da questa patologia sono state individuate mutazioni di un unico gene (il gene AR). Il gene AR conferisce istruzioni per costruire una proteina che funziona da recettore per l’ormone. Le ricerche suggeriscono che le mutazioni del gene AR provochino un aumento dell’attività dei recettori dell’androgeno all’interno dei follicoli, ma ad oggi non è chiaro però come facciano queste mutazioni genetiche ad incrementare inevitabilmente il rischio d’insorgenza di calvizie negli uomini e nelle donne affetti da questa forma di alopecia.

Si continuano a compiere ricerche sul collegamento esistente tra l’alopecia androgenetica ed altre patologie, come ad esempio la cardiopatia coronarica e il tumore alla prostata, negli uomini, e la sindrome dell’ovaio policistico nelle donne. Alcune di queste patologie possono essere, comunque, collegate con livelli di androgeno in eccesso: in questo modo, si può spiegare perché tendano a verificarsi in concomitanza con la calvizie di origine ormonale. Anche altri fattori ormonali, ambientali e genetici, pur non essendo ancora stati individuati, possono essere coinvolti e ritenuti responsabili dell’insorgenza di questa patologia.

L’ereditarietà è tuttora poco chiara, perché probabilmente coinvolge diversi fattori genetici e ambientali. Questa patologia, tuttavia, tende a ricorrere nei nuclei familiari dove vi è la presenza di un parente o familiare affetto da calvizie che costituisce un fattore di rischio per l’insorgere dell’alopecia androgenetica.

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