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Vulvite irritativa: sintomi, cause e consigli

La vulvite irritativa è un’infiammazione delle parti esterne dei genitali femminili. Le zone interessate sono le labbra, le aperture per l’uretra e per la vagina e le pieghe della clitoride. Può portare prurito molto intenso, accompagnato da bruciore e dolore. La vulvite colpisce le donne di qualunque età e, se correttamente diagnosticata, può essere guarita nell’arco di un paio di settimane.

Vulvite irritativa: sintomi, cause e consigli

L’irritazione è scatenata dal contatto dell’epitelio (tessuto che ricopre le superfici libere del corpo come le mucose) con sostanze irritanti e si manifesta appena avviene l’accostamento. Può anche essere scatenata da scorrette abitudini igieniche o comportamentali, a volte dipende da uno sconsigliabile stile di vita. Bisogna ricordare che non è una malattia infettiva, come spesso capita per patologie degli organi genitali.

Vari tipi di vulvite

Esistono quattro diversi tipi di vulvite:

  • Atrofica: si atrofizzano le mucose vaginali e l’epidermide. È tipica del periodo della menopausa
  • Infettiva: causata da batteri, parassiti e funghi
  • Da contatto: causata da reazioni allergiche a prodotti per l’igiene intima
  • Irritativa: conseguenza di dermatiti ed eczemi

Noi ci concentreremo sull’ultimo tipo di vulvite, anche se spesso presentano gli stessi sintomi e gli stessi metodi di risoluzione.

I sintomi

I principali sintomi che si accusano in caso di vulvite irritativa sono:

  • Bruciore e prurito
  • Arrossamento e gonfiore
  • Secchezza e lesioni (queste ultime a seguito del prurito, altrimenti possono essere sintomo di patologie più gravi)
  • Aspetto biancastro o brunastro
  • Eritemi
  • Edemi
  • Dolore durante i rapporti sessuali

Quando la malattia si cronicizza, invece, si è maggiormente esposti a infezioni batteriche come streptococco, micotiche e virali. Se viene contratta un’infezione o un fungo la vulvite diventa infettiva.

Le cause

Le cause della vulvite irritativa possono essere davvero tante. In primo luogo è correlata a determinate condizioni come la menopausa, la gravidanza, l’obesità e l’incontinenza urinaria. È legata anche ad alcune patologie come il diabete e l’immunodepressione. Anche le terapie antibiotiche possono esporre il corpo a questa infiammazione. È stato notato come l’insorgenza della malattia coincida con l’utilizzo di tessuti sintetici come nylon e lycra, di proteggi slip e assorbenti contenenti cellulosa poco traspiranti e di sostanze topiche come cerette depilatorie, lavande vaginali e detergenti intimi aggressivi. La vulvite irritativa può essere di natura psicosomatica oppure dipendere da una dieta povera di acidi grassi essenziali o da scarsa igiene intima.

Accorgimenti

È possibile evitare di contrarre la vulvite irritativa seguendo alcuni consigli.

Evitare:

  • Abiti molto attillati e stretti
  • Biancheria sintetica
  • Lavaggi eccessivi
  • Prodotti per l’igiene intima in spray
  • Abiti sudati tenuti per lungo tempo

È invece consigliato attuare una corretta igiene intima con sapone neutro, sciacquando attentamente e asciugando bene la zona genitale e utilizzare assorbenti e proteggi slip in cotone traspirante per non alterare il Ph della vagina.

Terapia e rimedi

Una volta che l’irritazione è stata diagnosticata da un medico tramite un esame pelvico o un preparato umido, si può procedere con la terapia. Nella maggioranza dei casi viene prescritto l’uso di analgesici o unguenti al cortisone da applicare sulla zona per una settimana circa. Se sono presenti delle lesioni è consigliato fare una biopsia per scongiurare l’eventualità di distrofia vulvare o displasia, condizioni pericolose perchè precancerose. In qualunque caso, prima di assumere medicine è consigliato parlare con il proprio medico curante. Esistono anche vari rimedi naturali per curare questo disturbo:

  • Olio essenziale di melaleuca utile contro funghi e batteri
  • Bisabololo (estratto dalla camomilla) da utilizzare contro le infiammazioni
  • Curcurmina fitosoma dalla funzione anch’essa antinfiammatoria
  • Acido lattico per tenere sotto controllo il Ph della pelle
  • Acido 18-beta glicirreico fitosoma utile tanto quanto il cortisone
  • Essenza di Zanthoxylum bungeanum per alleviare il prurito

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