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Terapia chelante EDTA: per combattere i radicali liberi

Chi ha sentito parlare di terapia chelante? Prima di affrontarla è necessaria una piccola premessa sui tanto temuti radicali liberi, un problema che purtroppo interessa molte persone. Si tratta di molecole che danneggiano e ossidano le cellule, attaccando specialmente lipidi, proteine e acidi nucleici. Oltre a un’alimentazione corretta e a uno stile di vita sano, negli ultimi anni si sta affermando una terapia alternativa agli interventi medico-chirurgici per la cura delle malattie cardiovascolari, Il suo nome è Terapia Chelante, un trattamento che consiste nell’infusione endovenosa di EDTA, ovvero acido etilendiamminotetraacetico, così come di vitamine, aminoacidi e minerali, tra cui magnesio e potassio. Al centro di un dibattito piuttosto acceso circa i suoi possibili benefici ed effetti collaterali, la terapia chelante non ha ancora ricevuto approvazione ufficiale in Italia. Ma quando è nata e come funziona di preciso? Ecco qui le risposte alle vostre domande.

terapia chelante

La storia della terapia chelante

La prima iniezione di EDTA risale alla metà del secolo scorso, quando si scoprirono le potenzialità curative di quest’acido contro le intossicazioni da piombo e altri minerali pericolosi, che colpivano spesso i lavoratori delle fabbriche. Ciò che sorprese fu che i soggetti affetti da dolori allo sterno (la cosiddetta angina pectoris) trovarono beneficio da questo trattamento, che di conseguenza iniziò a essere usato per prevenire e trattare le malattie cardiovascolari.

Nello specifico, l’EDTA, è una sostanza chimica che rimuove i metalli indesiderati tramite un processo di chelazione, che consiste in una reazione chimica con i liquidi o i tessuti con i quali il metallo viene a contatto. Di fatti, esistono metalli come piombo, mercurio e cadmio che se presenti in eccesso hanno un effetto tossico per l’organismo. Lo scopo dell’EDTA è proprio quello di stabilizzare la concentrazione di questi metalli, riducendo in particolare il metabolismo del calcio e del colesterolo, i cui prodotti chimici finali sono causa di intossicazione cellulare. Un accumulo fuori dalla norma di metalli porta alla malattia vascolare nota come arteriosclerosi, a sua volta fattore di rischio per disturbi di una certa gravità come infarto del miocardio, ischemia cerebrale e insufficienza vascolare periferica. Applicando la terapia chelante si riduce l’indurimento delle arterie che è la fonte di queste patologie e si curano o prevengono i danni da radicali liberi rallentando il processo di invecchiamento cellulare.

Come agisce la terapia chelante?

La terapia chelante ha due modalità di applicazione, a seconda delle necessità del paziente.

Trattamento Rapido

Indicato nei casi esclusivi di intossicazione da metalli, il trattamento endovenoso rapido dura da 10 a 20 minuti. Si tratta più che altro di un trattamento preventivo che migliora lo stato di benessere generale del paziente.

Trattamento Orale

Definibile come trattamento “light”, per avere un effetto efficace deve essere integrato dall’iniezione di altri aminoacidi e sostanze naturali chelanti. Generalmente si ricorre a questa modalità come strategia preventiva a lungo termine o nella fase di mantenimento della terapia chelante classica.

Trattamento Classico

Adatto per i soggetti che soffrono non solo di un eccesso di  minerali tossici ma anche di lesioni vascolari di una certa gravità, come ad esempio le ostruzioni multiple, che non possono essere curate con operazione chirurgica. Le sedute si effettuano 1 o 2 volte la settimana e durano in media da 1 ora e mezza a 3 ore. Il ciclo consiste in 20-30 sedute, a cui possono seguire richiami mensili o, in casi speciali, un prolungamento del trattamento. Il tutto si svolge in completa comodità: il paziente può leggere, chiacchierare, dormire sulla sua poltrona o anche alzarsi e passeggiare, con l’unica condizione di mantenere la bottiglia della flebo sopra la testa e il braccio con l’ago ben fermo e disteso lungo il fianco.
Prima della seduta è raccomandabile consumare un pasto non molto abbondante ma nutritivo, evitando latticini, mentre durante il trattamento si consiglia di mangiare uno snack. Attenzione ai fumatori! Per tutta la durata del trattamento il fumo è assolutamente abolito.

Per maggiori informazioni potete dare un’occhiata a questo link e consultare la guida alla terapia chelante del WebMD Medical Team.

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