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La dieta BARF

Ci preoccupiamo tutti di dimagrire, contiamo le calorie per non ingrassare, a volte togliamo dalla bilancia quelle tre penne in più che ci fanno sforare gli 80 grammi trasformandoli, pericolosamente, in 83. Ma pensiamo mai all’alimentazione dei nostri piccoli amici pelosi che girano indisturbati per casa? La dieta BARF, non è per perdere peso e non è neanche per umani. Si tratta, infatti, di un regime alimentare a base di carne cruda ideato per cani, gatti e animali domestici. Il discorso ti ha incuriosito? Scopriamo di più.

BARF

La dieta BARF

Non si può trovare un ideatore di questo tipo di dieta, è la natura che ha reso molti animali carnivori e in grado di digerire pezzi di carne cruda senza subire nessuna conseguenza. La dieta BARF, acronimo di Biologically Appropriate Raw Food, prevede il consumo di ossa, carne, cartilagini e organi di origine biologica controllata, reputandoli superiori dal punto di vista nutrizionale rispetto ai mangimi industriali.

Idee contrastanti

I sostenitori

Il cane, discendente diretto del lupo, è un cacciatore carnivoro. Pur essendo il migliore amico dell’uomo non disdegna una bella fetta di carne cruda e sanguinolenta. Nell’arco di 60 anni, con l’avvento dell’industria specializzata nella produzione di mangimi, ha dovuto modificare il suo regime alimentare adattandosi al cibo in scatola, alle crocchette e a tutto ciò che viene prodotto dai macchinari. In questo modo ha perso la sua naturale immunità verso certe malattie, ha contratto molte più patologie e tumori ed è diventato molto meno forte di un tempo. Modificare la dieta del cane o del gatto aggiungendo carne cruda ed eliminando il cibo industriale permette di ristabilire il corretto equilibrio tra i nutrienti necessari all’animale, ridurre il rischio di malattie e garantirgli una vita consona alla sua natura. Il cibo industriale, come nel caso degli umani, è visto come un qualcosa di estremamente dannoso e di dubbia provenienza. Chi può avere la certezza di cosa il cane o il gatto stiano mangiando? Le critiche sono mosse anche contro i processi di lavorazione che disperdono i nutrienti dell’alimento e contro le etichette che non dichiarano con chiarezza i principi nutritivi e ciò che sarebbe necessario sapere.

Gli oppositori

Il cibo industriale, creato con metodologie umane è l’alimento più completo che si possa dare al proprio animale domestico. La cucina casalinga può essere troppo pesante, difficilmente digeribile e inadatta all’animale, soprattutto se non si segue una dieta bilanciata ma si propinano avanzi (magari anche molto gustosi) al proprio cane. Gli oppositori, inoltre, sostengono che ossa e frammenti possano causare perforazione dello stomaco, fratture ai denti e proliferazione di virus e batteri. Il consumo di carne cruda, inoltre, potrebbe rendere gli animali più inclini all’aggressività, portano alla luce l’istinto predatorio appartenuto agli antenati e sopito da moltissimo tempo.

Conclusioni

Escludere il cibo industriale dall’alimentazione dell’animale comporta l’eliminazione di molti agenti chimici in esso presenti, come coloranti, conservanti e aromi. Anche noi umani cerchiamo di evitare il più possibile gli alimenti che sappiamo essere dannosi, a favore di quelli coltivati in maniera naturale, biologici e privi di pesticidi. La scelta di molti di cercare di seguire un’alimentazione bilanciata lontana dalle industrie, dai prodotti precotti, da quelli confezionati, altro non è che la “scelta” del cane di essere nutrito a carne cruda. Ogni essere è stato generato con delle particolari attitudini e capacità ed esse vanno rispettate. L’uomo sceglie liberamente da che parte stare e pur essendo considerato un onnivoro può, per etica o per salute, decidere di escludere carne e derivati animali dalla propria dieta. Il cane, o il gatto, si affida a ciò che noi reputiamo meglio per lui, migliore e corretto. Non è forse giusto seguire la natura di ognuno?

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