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Dieta dell’astronauta: come funziona?

Anche se il nome può far ricordare posti inesplorati, pianeti e galassie, la dieta dell’astronauta non riguarda il regime alimentare dei pochi che riescono a fare una bella vacanza nello spazio. E anzi, con esso ha ben pochi punti in comune. Chiamata anche dieta a punti, si basa su un regime altamente proteico e ogni alimento consente di ottenere un punteggio decretato in base alle sue proprietà nutrizionali. La dieta dell’astronauta ti ha incuriosito? Scopriamo di più sugli alimenti consigliati, sul menù e sul parere degli esperti!

Dieta dell'astronauta

La dieta dell’astronauta: ecco come funziona

La dieta dell’astronauta è considerata iperproteica e iperlipidica. Per questa ragione i carboidrati sono ridotti al minimo e si privilegiano le proteine e i grassi. La quantità dei nutrienti deve essere divisa così: 25% di proteine, 30% di carboidrati e 45% di lipidi. Questo comporta la quasi totale eliminazione di pane, cereali e pasta dalla dieta e una forte riduzione di frutta e patate. Per quanto riguarda i punti, gli alimenti che contengono molti grassi e proteine hanno un punteggio più basso, il che li rende privilegiati rispetto ai carboidrati e ai restanti macronutrienti che hanno un punteggio maggiore. Le linee guida di questa dieta sono scarse; ci può essere un consumo libero di formaggi grassi, salsiccia e burro ma non sono stati decretati i chili che si possono perdere. Essi dipendono dal consumo che si fa degli alimenti concessi.

Questa dieta funziona davvero? Pareri e lati negativi

Il principio alla base della dieta è molto semplice: se il corpo non immagazzina zuccheri non può trasformarli in grasso. Gli esperti, però, si trovano i forte disaccordo e reputano questo tipo di dieta fortemente sbilanciata. La totale mancanza di carboidrati, inoltre, è sconsigliata in caso di persone che praticano sport e attività fisica in maniera regolare. Le diete ad elevato contenuto proteico e con una così alta percentuale di grassi sono considerate inconciliabili con un corretto stile di vita.

Punti a sfavore della dieta

Gli aspetti negativi evidenziati dai nutrizionisti sono molti. Ecco i principali:

  • Ripartizione errata dei macronutrienti: la percentuale di grassi è troppo elevata. L’eliminazione totale dei carboidrati può causare degli scompensi ed essere estremamente dannosa.
  • Promozione di un’errata coscienza alimentare: gli zuccheri vengono aboliti e considerati pericolosi in maniera eccessiva, la dieta promuove una concezione errata di questi macronutrienti. In questo modo si promuovono ideologie errate che possono provocare danni alla salute.
  • Eliminazione totale di alcuni alimenti: le diete equilibrate prevedono il consumo di tutti i macronutrienti, anche gli alimenti considerati più dannosi possono essere assunti in piccole quantità. La dieta dell’astronauta  bandisce alcuni cibi in maniera totale, demonizzando zuccheri e carboidrati.

Il menù settimanale

Lunedì

  • Pranzo: uova sode con spinaci
  • Cena: Bistecca con insalata

Martedì

  • Pranzo: 250 grammi di formaggio, 1 uovo sodo, carote
  • Cena: 300 grammi di prosciutto cotto e insalata

Mercoledì

  • Pranzo: Uova sode, insalata e pomodori
  • Cena: 2 hamburger

Giovedì

  • Pranzo: Pesce e pomodori
  • Cena: Frutta e yogurt

Venerdì

  • Pranzo: Pollo alla griglia o allo spiedo
  • Cena: Prosciutto cotto e insalata

Sabato

  • Pranzo: Bistecca e insalata
  • Cena: Uova sode e carote

Domenica

  • Pranzo: libero
  • Cena: fettina di carne e insalata

Consigli

Il sale va moderato, le bibite zuccherate sono abolite. Il caffè si può bere ma senza zucchero. Per colazione è consigliato il caffè e un panino da 60 grammi tutte le mattine.

Conclusioni

La dieta dell’astronauta non è consigliata dai medici. Se la si vuole seguire è meglio parlarne con il proprio medico curante o con un nutrizionista per cercare di bilanciarla il più possibile. Inoltre è sconsigliata anche in caso di determinate patologie. La dieta, in qualunque caso, è da seguire per un tempo molto limitato (massimo di due settimane) perché il fisico risulterebbe stremato dalla totale mancanza di carboidrati.

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